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Quando morì un giornale scrisse, che se ne era andato in punta di piedi come era vissuto… Infatti pur essendo un notissimo autore viveva il suo succeso con molta modestia. Lino Benedetto era nato a Napoli il 23 gennaio 1911. Giovanissimo compose le sue prime melodie e fu subito apprezzato, tanto che i più noti cantanti di canzoni napoletane, da allora fino ai giorni nostri, le interpretano. Il mattino lavorava al Ministero dell’Interno (che gli conferì una medaglia come Cavaliere), il pomeriggio lo dedicava alla musica. Gli affidarono anche una rubrica di posta su un giornale (posta degli autori) e  una trasmissione radiofonica intitolata “Sognando tra le note” a cura del Maestro Lino Benedetto. L’enciclopedia “Il mondo della musica”, edita da Garzanti, lo cita così: Benedetto Lino. Compositore di canzoni. La sua attività di compositore che unisce ad altre, gli ha procurato lusinghieri successi. Due canzoni, da lui composte, hanno avuto risonanza internazionale: Ritorna a Napoli e Acquerello napoletano. Anche nel campo della canzone napoletana ha ottenuto un non minore successo con le composizioni: Angelarò e Surriento d’e’ nnammurate. Morì prematuramente a Roma il 23 luglio 1973.

Inoltre tratto da “Il dizionario della canzone italiana”, a cura di Gino Castaldo, Armando Curcio Editore, 1990 (vol. I, A-K)

BENEDETTO, Lino. Compositore (Napoli, 23.11.1911). A dieci anni suona già con padronanza il pianoforte. Nel 1936, trasferitosi a Roma, ottiene il primo successo con “Ritorna a Napoli”, su versi di Bonfanti. Tornato dalla guerra, dove era stato richiamato nel 1941, organizza a Venezia un complesso di musica da ballo, esibendosi egli stesso, come pianista e cantante, sia nei locali che alla Rai. Presente più volte al Festival di Napoli, ottiene splendide affermazioni con “Manname ‘nu raggio ‘e sole” (1956), “Vieneme ‘nzuonno” (terzo premio nel 1959), “Stasera sì” (1960), “Bandiera bianca” (secondo premio nel 1962). Altri suoi grandi successi: “Surriento d’e’ ‘nnammurate”, “Canzone amalfitana”, “Torna a Capri”, “Violette nei capelli”, “Acquarello napoletano”. [E.G.], che sta per Enzo Giannelli,

Sempre dalla stessa fonte (vol. III, “Le canzoni”)

VIENEME ‘NZUONNO (Zanfagna-Benedetto). 1959, melodica napoletana / Bellissima canzone d’amore dai toni struggenti che riconferma quella filosofia tipicamente napoletana che risolve gran parte della vita nella dimensione onirica. La splendida melodia a tempo di beguine è molto articolata e suadente con i suoi richiami al tradizionale canto napoletano. Presentata al Festival di Napoli da un bravo Sergio Bruni e da una superlativa Nilla Pizzi, che con questa canzone conobbe il suo ultimo grande successo, “Vieneme ‘nzuonno” si classificò al terzo posto, lo stesso raggiunto poi nella hit parade nella versione di Bruni.
Al quel festival, (wikipedia), fu preceduta da “Sarrà… chi sa…” di Murolo-Forlani, cantata da Fausto Cigliano e Teddy Reno, e da “Padrone d’ ‘o mare” di Manlio-D-Esposito, cantata da Elio Mauro e Franco Ricci.

 

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